Sorella del mio gruppo mi appartieni
e io ti appartengo oggi più di ieri.
Miei sono la tua felicità e il tuo dolore,
le tue speranze e le tue delusioni;
le tue vittorie e le tue sconfitte;
i tuoi giorni di sole, le tue notti insonni;
il tuo bene e il tuo male;
la tua vita e la tua morte.
Aiutami ad esserti sorella
nella condivisione e discrezione,
perché le mie parole ti siano favorevoli;
la mia preghiera diretta e mirata;
i miei gesti tessuti di sincerità;
i miei pensieri amicali e buoni;
i palpiti del mio cuore
carichi di consolazione.
Io accetterò di appartenerti
nella libertà e verità
senza diventare tuo possesso;
nel rispetto della gelosia del Padre
per ogni sua creatura,
nella spontaneità dell’essere
che è dono e luce
per i semplici di cuore.
Forse, soltanto così,
vedremo sciogliersi i ghiacciai,
le montagne abbassarsi,
raddrizzarsi i sentieri
e le valli riempirsi di frutti.
Vedremo fiorire i deserti
nelle stagioni della vita
e le relazioni scorrere
come limpide acque al sole.
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Impariamo a costruire
rapporti di amore
nel tempo che ci è dato;
a guardarci negli occhi
senza ipocrisia;
a scendere dagli occhi al cuore
sapendo che nulla potrà ferirci
se daremo di cuore il perdono.
Lasciamo che il Regista degli incontri
sia sempre e solo Lui:
il nostro Creatore e Redentore;
coltiviamo piuttosto
la cultura del santuario
dell’anima e del corpo
nella reciprocità che fa crescere
persone forti.
Nessun ostacolo deve impedirci
di essere l’una
sorella per l’altra.
Io credo, infatti,
ho sempre creduto
ai miracoli dell’amore
e lo stupore quotidiano
sarà premio alla fatica.
Vittoria L.
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